CASTELLI ROMANI – Diciotto chilometri per difendere i laghi, denunciare il dissesto idrogeologico e contrastare nuove cementificazioni, discariche abusive e progetti ritenuti incompatibili con la tutela del territorio. La seconda edizione della Carovana dei Laghi ha coinvolto numerosi cittadini, volontari e associazioni ambientaliste in un percorso da Albano fino a Genzano, con tappe lungo il Lago Albano, a Fontana Tempesta e sulle rive del Lago di Nemi.
L’iniziativa, svoltasi il 25 ottobre, è stata promossa dal Coordinamento Ambientalista dei Castelli Romani nell’ambito della campagna SOS Laghi, con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sulla crisi idrica, sul consumo di suolo e sulle criticità ambientali che interessano l’area dei Colli Albani.

Carovana dei Laghi, aggiornamenti sulla battaglia contro l’inceneritore di Santa Palomba
Tra i temi affrontati durante la giornata c’è stato il progetto dell’inceneritore di Santa Palomba. In apertura della manifestazione, Alessandro Lepidini, dell’Unione dei Comitati contro l’inceneritore, ha illustrato gli sviluppi delle iniziative legali contro l’impianto.
Secondo quanto riferito dagli organizzatori, le pronunce del TAR citate nel dibattito pubblico riguardano alcuni dei ricorsi presentati, tra cui quelli promossi da Comuni e associazioni, mentre altri procedimenti avviati dall’Unione dei Comitati sarebbero ancora pendenti. Il coordinamento segnala inoltre la prosecuzione di iniziative attraverso esposti e denunce alla Procura.
Per i promotori della Carovana, dunque, la mobilitazione contro l’inceneritore non può considerarsi conclusa e resta necessario mantenere alta l’attenzione sulle procedure e sugli sviluppi giudiziari.
Alla camminata ha partecipato anche Gennaro Cirillo, campione di canoa e olimpionico a Los Angeles 1984, che ha percorso i 18 chilometri insieme ai volontari, realizzando video informativi dedicati alla salvaguardia dei laghi e del patrimonio naturale.
Frane e nuove costruzioni, le criticità segnalate lungo il percorso
La Carovana dei Laghi è stata anche un’occasione per osservare direttamente le condizioni del territorio. Accanto alle bellezze naturalistiche dei Colli Albani, i partecipanti hanno segnalato fenomeni franosi, trasformazioni urbanistiche e situazioni di degrado ambientale.
Particolare attenzione è stata dedicata alla lottizzazione di Monte Gentile e alle edificazioni sui versanti dei crateri del Lago Albano e del Lago di Nemi, dove, secondo il Coordinamento, sono stati osservati diversi fenomeni di dissesto.
Tra le questioni sollevate figura anche il progetto residenziale Alboria, nell’area di piazzale dei Daini ad Ariccia, che prevederebbe la realizzazione di 36 abitazioni. Gli ambientalisti esprimono preoccupazione per la fragilità idrogeologica dell’area e per i vincoli paesaggistici, chiedendo verifiche sulla stabilità dei versanti, sulle autorizzazioni rilasciate e sugli effetti delle nuove costruzioni sul consumo di suolo e sulle risorse idriche.
Le criticità segnalate dal Coordinamento richiedono verifiche da parte degli enti competenti per accertare le condizioni effettive delle aree interessate e la conformità degli interventi alle norme vigenti.

Discariche abusive tra Miralago e i Cappuccini di Albano
Un altro punto affrontato durante il percorso riguarda la presenza di discariche abusive lungo la strada tra Miralago e i Cappuccini di Albano.
Secondo quanto denunciato dagli organizzatori, diversi accumuli di materiali sarebbero stati individuati in prossimità di zone interessate da frane e dissesti. Il Coordinamento chiede accertamenti per verificare la natura dei materiali abbandonati e l’eventuale relazione con l’instabilità delle scarpate.
Tra le richieste figurano la rimozione dei rifiuti, le necessarie bonifiche e la messa in sicurezza delle aree compromesse, con interventi coordinati per prevenire ulteriori danni ambientali.
Ambientalismo attivo, volontari formati per tutelare il territorio
La Carovana dei Laghi non è stata soltanto una camminata di sensibilizzazione, ma anche un momento di formazione sul campo. I volontari più esperti hanno accompagnato i nuovi partecipanti nell’osservazione delle criticità ambientali, illustrando come documentare situazioni di degrado, raccogliere fotografie e dati geografici e predisporre segnalazioni circostanziate da trasmettere alle autorità competenti.
Per il Coordinamento, conoscere il territorio e utilizzare correttamente gli strumenti di tutela previsti dalla legge è fondamentale per rendere più efficaci le iniziative ambientaliste.
L’obiettivo è costruire una rete di cittadini preparati, in grado di riconoscere le problematiche, raccogliere elementi utili e contribuire alla salvaguardia del patrimonio naturale dei Castelli Romani.
Consumo di suolo e crisi idrica, l’allarme sui laghi dei Castelli Romani
Tra le principali preoccupazioni degli ambientalisti c’è la riduzione delle risorse idriche dei Colli Albani. Il Coordinamento richiama l’attenzione sulla perdita di livello dei laghi, che secondo il comunicato avrebbe superato i sette metri, e sulla necessità di ridurre i prelievi dalle falde.
Nel mirino anche le nuove espansioni edilizie, tra cui quelle indicate nell’area di Monte Gentile e la lottizzazione Cartabrutta a Grottaferrata. Quest’ultima, secondo il Coordinamento, potrebbe comportare la realizzazione di circa 35 edifici e un insediamento stimato di mille abitanti, con possibili conseguenze sul Pratone e sulle risorse del territorio.
Le associazioni chiedono l’applicazione delle disposizioni regionali per la tutela degli acquiferi dei Colli Albani, richiamando in particolare la DGR Lazio 445/2009, e sollecitano politiche urbanistiche orientate al contenimento del consumo di suolo.
«Stop al nuovo consumo di suolo e meno prelievi idrici»
Al termine della giornata, il Coordinamento Ambientalista dei Castelli Romani ha ribadito due obiettivi considerati prioritari: fermare il nuovo consumo di suolo e ridurre almeno del 30% i consumi e i prelievi idrici.
La richiesta è quella di superare una gestione frammentata delle emergenze ambientali, puntando su prevenzione, controlli, tutela delle falde e pianificazione urbanistica sostenibile.
La seconda edizione della Carovana dei Laghi si chiude così con un appello rivolto alle istituzioni e ai cittadini: proteggere il patrimonio naturale dei Castelli Romani significa tutelare non soltanto i laghi e i boschi, ma anche la disponibilità futura di acqua e la sicurezza delle comunità che vivono in questo territorio.
La mobilitazione, assicurano i promotori, proseguirà attraverso iniziative pubbliche, attività di monitoraggio e collaborazione tra associazioni e cittadini, per difendere i laghi e contrastare il consumo indiscriminato di suolo.
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