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Caso Angelucci, scontro nel Lazio sugli 83 milioni al Gruppo San Raffaele: le opposizioni attaccano Rocca

Nel mirino i ricorsi non presentati nel 2023 e i dubbi dell’Avvocatura regionale. Le opposizioni contestano la gestione del caso Angelucci

Di Redazione • • Salute

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Il caso Angelucci nel Lazio torna al centro del confronto politico dopo l’audizione del direttore della Direzione regionale Salute, Andrea Urbani, in Commissione Trasparenza. I capigruppo delle opposizioni in Consiglio regionale chiedono al presidente Francesco Rocca di assumersi le proprie responsabilità sulla vicenda degli 83 milioni di euro da riconoscere al Gruppo San Raffaele, riconducibile alla famiglia Angelucci.

Al centro della polemica ci sono i ricorsi che, secondo le opposizioni, avrebbero dovuto essere presentati già nel 2023, quando le possibilità di successo sarebbero state maggiori. «Se oggi si dichiara di voler dare mandato all’Avvocatura per ricorrere sia per revocazione sia in Cassazione, per quale motivo questi ricorsi non sono stati promossi già nel 2023?», domandano i rappresentanti dei gruppi di minoranza.

Caso Angelucci, le opposizioni contestano i ricorsi tardivi

La presa di posizione è firmata da Mario Ciarla (Pd), Marietta Tidei (Italia Viva), Claudio Marotta (Sinistra Civica Ecologista), Alessio D’Amato (Azione), Adriano Zuccalà (M5S) e Alessandra Zeppieri (Polo Progressista).

I capigruppo contestano la gestione della vicenda da parte della Giunta regionale, sottolineando quella che definiscono una contraddizione tra la scarsità di risorse lamentata per i servizi essenziali e la rapidità con cui si procederebbe al riconoscimento delle somme al gruppo privato.

«Mentre ai cittadini si ripete costantemente che non ci sono risorse per servizi essenziali e altri provvedimenti legislativi, per liquidare questo operatore privato si trova una somma spropositata in tempi record», affermano le opposizioni.

Sanità Lazio, i dubbi dell’Avvocatura regionale sulla cifra

Un altro punto contestato riguarda l’importo da riconoscere al Gruppo San Raffaele. Secondo quanto riferito dai capigruppo, la stessa Avvocatura regionale avrebbe manifestato forti perplessità, invitando a non procedere al pagamento in presenza di rilevanti profili di dubbio.

La stima prudenziale indicata, sempre secondo la nota delle opposizioni, sarebbe di 77 milioni di euro anziché 83 milioni. Una differenza di 6 milioni sulla quale i gruppi di minoranza chiedono chiarimenti alla Giunta.

Per le opposizioni, procedere comunque alla messa a bilancio di una somma legata a un risarcimento ancora contestato rischierebbe di indebolire la posizione della Regione in vista degli eventuali ricorsi.

Rocca in Commissione Trasparenza: la richiesta delle opposizioni

I capigruppo chiedono che il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, intervenga personalmente in Commissione Trasparenza prima che arrivi in Consiglio regionale qualsiasi proposta di legge per stanziare le risorse necessarie al risarcimento.

La richiesta nasce dalla necessità, sostengono le opposizioni, di chiarire ulteriormente la vicenda e le ragioni delle scelte compiute dall’amministrazione regionale.

«Il Consiglio regionale non consentirà alcuna compressione delle proprie prerogative», dichiarano i rappresentanti della minoranza, che denunciano un sistema di relazioni opaco e ritardi gravi nella gestione della questione.

La conclusione dell’appello è rivolta direttamente al presidente della Regione e alla maggioranza: assumersi pienamente la responsabilità politica di una vicenda che coinvolge risorse pubbliche, sanità regionale e rapporti con un importante operatore privato.

Le contestazioni riportate dai gruppi di opposizione, chiedono ulteriori chiarimenti sulla gestione amministrativa e legale della vicenda.

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