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Ospedale di Velletri, apre il nuovo blocco operatorio: quattro sale e tecnologie avanzate

Di Redazione • • Salute

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L'ospedale di Velletri.

Entra in funzione il nuovo blocco operatorio dell’Ospedale di Velletri, al termine di un intervento di ristrutturazione che rinnova gli spazi, l’organizzazione e le dotazioni tecnologiche del presidio “Paolo Colombo”. Dal 19 ottobre, la struttura dispone di quattro sale operatorie, una in più rispetto alle tre precedenti, con l’obiettivo di potenziare l’attività chirurgica e migliorare la capacità di risposta ai bisogni sanitari del territorio.

Ospedale di Velletri, una svolta dopo 70 anni

Il rinnovamento del blocco operatorio rappresenta una delle trasformazioni più significative per l’ospedale veliterno dalla sua apertura nel 1956. L’intervento si inserisce nel percorso di ammodernamento della rete sanitaria della ASL Roma 6 e punta a offrire ambienti più funzionali e attrezzature all’avanguardia per il personale medico e sanitario.

Il passaggio da tre a quattro sale operatorie consentirà di ampliare progressivamente la capacità organizzativa del presidio e di sostenere lo sviluppo delle attività chirurgiche, attraverso una migliore integrazione tra le diverse specialità.

Due delle sale sono dotate di sistemi avanzati di visualizzazione, che permettono di trasmettere in tempo reale le immagini degli interventi su monitor da 60 pollici e di consultare la documentazione diagnostica dei pazienti. Strumenti pensati per favorire la collaborazione tra professionisti, la condivisione delle competenze e le attività di formazione e aggiornamento.

Chirurgia generale, ortopedia e urologia: le specialità coinvolte

Il nuovo blocco operatorio dell’Ospedale di Velletri consentirà di consolidare e sviluppare diverse discipline chirurgiche. Tra queste figurano la chirurgia generale e laparoscopica, l’ortopedia, l’urologia, la ginecologia, l’otorinolaringoiatria e la chirurgia flebologica.

Il presidio utilizza già metodiche mini-invasive e tecnologie laser, oltre a sistemi di chirurgia robotica in ambito ortopedico. Il rinnovamento degli ambienti operatori rappresenta quindi un ulteriore passo nel percorso di potenziamento delle prestazioni specialistiche e nell’impiego di strumenti tecnologici a supporto dell’attività clinica.

L’obiettivo è creare condizioni organizzative e strutturali adeguate allo sviluppo delle diverse discipline, rafforzando l’integrazione tra le équipe e la capacità di gestire le esigenze chirurgiche dei pazienti.

Orari delle sale operatorie e gestione delle emergenze

L’avvio del nuovo blocco operatorio, parte con una prima fase organizzativa che comprende due sale dedicate agli interventi programmati e una terza riservata alle urgenze e alle emergenze.

Nel dettaglio, le due sale per la chirurgia programmata saranno operative dal lunedì al venerdì, rispettivamente dalle 8 alle 20 e dalle 8 alle 14. La terza sala garantirà invece la copertura degli interventi urgenti ed emergenti 24 ore su 24, sette giorni su sette.

La disponibilità complessiva di quattro sale consentirà una progressiva implementazione dell’attività chirurgica, secondo le esigenze organizzative del presidio. Il nuovo assetto punta a rendere più funzionale la gestione degli interventi programmati e a garantire la continuità della risposta alle emergenze.

ASL Roma 6, il direttore generale: «Un investimento sul futuro»

A sottolineare il valore dell’intervento è il direttore generale della ASL Roma 6, Giovanni Profico, che evidenzia il ruolo del nuovo blocco operatorio nel percorso di crescita dell’ospedale e dell’intera rete aziendale.

«L’attivazione del nuovo blocco operatorio rappresenta un passaggio fondamentale nel percorso di crescita dell’Ospedale di Velletri e dell’intera rete ospedaliera aziendale – dichiara Profico – Restituiamo ai professionisti ambienti moderni e tecnologie avanzate, creando le condizioni per migliorare ulteriormente la qualità dell’assistenza e la capacità di risposta ai bisogni dei cittadini».

Il direttore generale definisce l’intervento un investimento sul futuro del presidio, sulle competenze degli operatori e sul rafforzamento di una sanità pubblica sempre più efficiente, sicura e vicina al territorio.

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