La Pontina, nel tratto che va dall’ex Papillon all’ex Pagoda, è da tempo una delle strade più pericolose d’Italia. Troppi gli incidenti mortali registrati e gravi le carenze in materia di sicurezza.
Negli anni, ai lati dell’arteria sono sorti residence, centri commerciali e grandi magazzini. Ogni giorno centinaia di auto entrano ed escono da questi spazi in condizioni tutt’altro che sicure, mentre la strada continua a essere trattata come se fosse una classica arteria extraurbana, con criteri vecchi di trent’anni.

Palmacci (Azione): “Ripensare la Pontina come strada urbana”
Secondo Arcangelo Palmacci, segretario provinciale di Azione e referente locale di Terracina in Azione, la classificazione della Pontina va completamente ripensata:
«Oggi la Pontina è più simile a una via urbana trafficata che a una strada extraurbana. Bisogna adeguare gli interventi all’uso reale che se ne fa».
Il primo nodo critico è quello delle svolte pericolose da un lato all’altro della carreggiata. Per Palmacci, l’unica soluzione è l’introduzione di barriere centrali New Jersey che impediscano manovre rischiose, accompagnate da nuove rotatorie in punti strategici per non penalizzare gli automobilisti.

Le priorità di intervento
Oltre alle barriere, Palmacci indica una serie di misure urgenti:
- rifacimento dell’asfalto nei tratti più usurati;
- segnaletica chiara e visibile;
- illuminazione adeguata nei punti più bui;
- attraversamenti pedonali sicuri;
- dissuasori di velocità;
- limiti di 30 km/h sulle complanari;
- semafori intelligenti nei bivi più pericolosi.
Fondamentale, inoltre, un controllo costante del traffico, sia con la presenza dei vigili urbani (soprattutto nei weekend), sia con strumenti tecnologici di rilevazione delle infrazioni.
Traffico e mezzi pesanti
Un’altra proposta riguarda la collaborazione con i grandi magazzini lungo la Pontina, che potrebbero attivare navette dal centro città per ridurre il traffico privato. Sul fronte dei mezzi pesanti, invece, Palmacci chiede più controlli su carichi, velocità e condizioni dei veicoli.
L’appello alle istituzioni
La responsabilità, conclude Palmacci, è prima di tutto delle istituzioni:
«La sicurezza stradale è un dovere condiviso, ma spetta ad ANAS e al Comune di Terracina passare dalle parole ai fatti».
Con l’aumento del traffico e l’ennesima scia di incidenti, la Pontina resta una delle emergenze infrastrutturali più gravi del Lazio, in attesa di soluzioni concrete.