Ottant’anni fa, tra le ferite ancora aperte della Seconda Guerra Mondiale, la storia della Repubblica italiana passava anche da Velletri. E lo faceva in un luogo che oggi sorprende per la sua semplicità : un locale che attualmente ospita la pizzeria ‘O Velletrano.
Per comprendere il valore di quella scelta bisogna tornare indietro nel tempo, ai mesi immediatamente successivi al conflitto. Velletri era una città devastata. Per dieci lunghi mesi era stata bersaglio di bombardamenti incessanti che avevano ridotto gran parte del centro storico a un ammasso di macerie. Case distrutte, edifici pubblici inagibili, chiese danneggiate e una popolazione costretta a trovare rifugio nelle grotte del territorio per sfuggire alla violenza della guerra.

Un sacrificio immenso che valse alla città la Medaglia d’Argento al Valore Civile, conferita per il coraggio dimostrato durante uno dei periodi più drammatici della sua storia.
La rinascita dopo la guerra
La svolta arrivò il 2 giugno 1944 con l’ingresso delle truppe alleate. Da quel momento iniziò il difficile percorso di ricostruzione materiale e istituzionale. A guidare la fase emergenziale fu il commissario governativo Clelio Bianchi, mentre il 7 aprile 1946 Bruno Bernabei venne eletto sindaco, segnando il ritorno della vita democratica cittadina.
Nonostante le enormi difficoltà , Velletri stava lentamente tornando a vivere. Ma proprio in quei mesi il Paese era chiamato a una delle scelte più importanti della sua storia.
Il referendum del 2 giugno 1946
Il 2 e il 3 giugno 1946 gli italiani furono chiamati alle urne per decidere il futuro istituzionale della nazione: Monarchia o Repubblica. Per la prima volta votarono anche le donne, in quello che fu il primo suffragio universale della storia italiana.
A Velletri, però, si presentava un problema concreto: dove allestire i seggi elettorali in una città ancora segnata dalle distruzioni belliche?
La soluzione arrivò dai luoghi della vita quotidiana. Tra questi vi era il “Gioco Liscio”, uno spazio che oggi ospita la pizzeria ‘O Velletrano. Proprio lì venne allestito uno dei seggi elettorali destinati a raccogliere il voto dei cittadini veliterni.
Quando la democrazia entrò in una pizzeria
L’immagine è di quelle che raccontano meglio di qualsiasi libro il significato della rinascita democratica. Dove prima si andava per incontrarsi, bere un bicchiere di vino e trascorrere qualche ora in compagnia, si formarono le file dei cittadini pronti a esprimere il proprio voto.
Uomini e donne, molti dei quali avevano conosciuto la guerra, la paura e la perdita, entrarono in quel locale con una scheda elettorale tra le mani e la consapevolezza di poter contribuire al futuro dell’Italia.
Fu lì, tra mura semplici e una città ancora ferita, che anche Velletri partecipò alla nascita della Repubblica.
La scelta dei veliterni
I risultati usciti dalle urne furono chiari:
- 8.572 voti per la Repubblica;
- 3.939 voti per la Monarchia.
La maggioranza dei cittadini scelse il cambiamento e sostenne la nascita della nuova Italia repubblicana.
Un luogo simbolo della memoria cittadina
A distanza di ottant’anni, questa vicenda conserva un forte valore simbolico. Ricorda come i grandi cambiamenti della storia non nascano soltanto nei palazzi del potere, ma anche nei luoghi più semplici, quelli dove vive quotidianamente una comunità .
Oggi chi passeggia per le vie di Velletri o si siede ai tavoli di quella che è diventata una delle pizzerie della città , difficilmente immagina che proprio lì, tra le macerie del dopoguerra, uomini e donne contribuirono con il loro voto a costruire le fondamenta della Repubblica italiana.
Una storia che parla di rinascita, partecipazione e speranza. E che, ottant’anni dopo, continua a ricordare il valore di quel gesto semplice ma decisivo: una matita, una scheda elettorale e la libertà di scegliere il futuro.
di Alessandro Filippi





