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Home » Notizie » Prima pagina » Velletri, Italia Nostra si oppone al pozzo artesiano chiesto da Latina Biometano a Colle San Clemente

Velletri, Italia Nostra si oppone al pozzo artesiano chiesto da Latina Biometano a Colle San Clemente

Eugenio SiracusaEugenio Siracusa26/01/2025 ore 07:325 Mins Read Prima pagina
L'area di Colle San Clemente a Velletri
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Dopo aver ottenuto la realizzazione della centrale Bio Metano a Colle San Clemente, al società Latina Biometano srl ha inoltrato una richiesta alla Città Metropolitana di Roma e al Comune di Velletri e ad Acea per la realizzazione di un pozzo artesiano per captare acqua con cui alimentare la centrale a Biometano.

La richiesta è del 25 ottobre 2024, data in cui l’azienda ha chiesto il via libera per la ricerca e l’uso di acque sotterranee. Una richiesta avanzata alla Città Metropolitana di Roma e al Comune di Velletri.

Per opporsi a questo progetto c’era tempo fino al 23 dicembre scorso e pochi giorni prima Italia Nostra ha presentato una istanza di contrarietà a questo progetto del pozzo artesiano.

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Lunedì prossimo, domani, è previsto un sopralluogo sull’area interessata al progetto a partire dalle ore 11.

Un nuovo pozzo e una nuova trivellazione in piena zona agricola per alimentare una centrale Biometano, osteggiata anche dai cittadini. E quanto acqua dovrebbe consumare questa centrale? Sicuramente diverse centinaia di metri cubi, da pescare in un’area agricola, quella di Colle San Clemente appunto, che potrebbe compromettere in maniera irrimediabile la falda acquifera, già provata dai tanti pozzi artesiani presenti in zona.

Per questo motivo e anche per via delle comunicazioni rese da Acea ai comuni castellani, tra cui Velletri, nella quale si chiede di limitare l’uso e il consumo di acqua non per fini potabili e per via dell’impoverimento delle falde acquifere, Italia Nostra ha preso posizione.

“Italia Nostra sezione Castelli Romani esprime la sua netta contrarietà, nonché preoccupazione, verso l’ipotesi di escavazione di un nuovo pozzo artesiano per attingere acqua dalla falda” Ha evidenziato nella lettera l’associazione ambientalista rappresentata dal Presidente Enrico Del Vescovo che ha articolato anche il diniego dell’associazione ad una nuova trivellazione della falda acquifera.

Enrico Del Vescovo, Presidente di Italia Nostra Castelli Romani

“E’ noto infatti come la falda sottostante il territorio dei Colli Albani versi da tempo in uno stato di pericoloso depauperamento, prova ne sia l’abbassamento conclamato del livello dei laghi Albano e Nemi.” Aggiunge Italia Nostra.

“La situazione si è andata oltretutto aggravando a causa del fenomeno dei cambiamenti climatici e dell’alterazione negli andamenti pluviometrici, così come attestato dalla stessa ACEA in una nota indirizzata alle Amministrazioni locali nel maggio 2023” Prosegue Italia Nostra.

“Si ricorda altresì che la località di Via Colle di San Clemente è sita all’interno dell’ambito territoriale di applicazione della DGR 445 del 2009 “Provvedimenti per la Tutela del lago Albano e Nemi e degli acquiferi dei Colli Albani” e Italia Nostra Castelli Romani è da svariati anni che fa appello alle autorità competenti affinché finalmente si provveda all’applicazione puntuale della suddetta delibera” Sottolinea l’associazione ambientalista.

“Per le ragioni suddette Italia Nostra Castelli Romani chiede alla Città Metropolitana, ad ACEA ato2, al Sindaco di Velletri, alla Regione Lazio, affinché possa essere evitata la realizzazione del pozzo in oggetto. Questo anche a tutela dell’attività agricola che caratterizza tradizionalmente l’economia locale la quale, per la sua stessa sopravvivenza, presenta un fabbisogno idrico necessario e prioritario, dal quale non si può prescindere come invece accadrebbe sottraendole rilevanti quantità di acqua per altri usi.” Conclude la nota di Italia Nostra.

La centrale Biometano rappresenta un investimento da 23 milioni di euro e produrrà 50 mila tonnellate di biomassa proveniente dalle deiezioni animali. L’iter autorizzativo è iniziato nel 2021 e ha visto ricorsi al tar e al Consiglio di Stato contro la sua realizzazione.

Dopo aver vinto i ricorsi nel 2024 è stato avviato l’iter autorizzativo per collegare la centrale al metanodotto e qui l’attuale amministrazione di centro destra invece di opporsi e di coinvolgere nuovamente i cittadini su questo progetto, non ha neanche preso parte alla conferenza dei servizi, indetta, non ha chiesto integrazioni documentali non ha espresso nessun parere, dando il via libera all’ultima fase del progetto, attraverso la procedura del “silenzio assenso”.

C’è ancora preoccupazione tra i cittadini residenti della zona, anche per via del traffico di mezzi pesanti che si creerà nella stretta via di colle San Clemente, per la quale non sarebbe stata prevista nessun ampliamento.

Appare evidente quindi che il territorio a sud della Capitale sia stato presa di mira. L’inceneritore di Santa Palomba, la Biometano a Velletri a colle San Clemente e l’elettrodotto ai confini di Aprilia, la biogas di Cisterna e ad Artena, il raddoppio dello stabilimento della Fassa ad Artena, la bretella Cisterna Valmontone, segnano un evidente impoverimento della tradizione culturale ed agricola dei territori.

Queste strutture, oltre a portare tanto inquinamento atmosferico e modifica del micro clima naturale, aggrediscono le falde acquifere in maniera significa, che comporterà nel breve periodo il reale rischio di non avere più acqua a sufficienza per bere ed indicazioni in questo senso arrivano già dalle preoccupate lettere di Acea ai Comuni già da due anni a questa parte.

Ma è questo lo sviluppo del territorio che vogliamo? E’ questo il modello di sviluppo del territorio per il quale sono stati eletti i sindaci? E’ questo il modello di sviluppo che le amministrazioni hanno immaginato per il prossimo futuro?

Manca il confronto e la partecipazione ai modelli di sviluppo che si vogliono costruire sul territorio. Non si può parlare di prodotti tipici e di agricoltura di qualità, se le aree di pregio saranno sfregiate dalla superstrada, se mancherà l’acqua, se biogas, centrali elettriche e inceneritori, produrranno inquinamento.

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Eugenio Siracusa

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