Si sono dati appuntamento a Giulinello di Cori i Comitati e i cittadini che da oltre due anni si battono contro il raddoppio dello stabilimento di calcinazione della Fassa ad Artena. Al centro della manifestazione le problematiche urbanistiche che stanno accompagnando l’iter di costruzione dell’impianto, l’impatto sulla salute dei cittadini e le prese di posizione su questa vicenda dell’amministrazione comunale di Artena, definita ondivaga dai presenti. Nessun politico presente dei comuni coinvolti, ad eccezione di Aristide Proietti consigliere comunale di Cori e del consigliere regionale Alessandra Zeppieri.
Ad animare la manifestazione, assolutamente pacifica ma ferma nelle intrenzioni Umberto Proietti che nei suoi interventi non ha risparmiato critiche al comune di Artena, al sindaco Silvia Carocci, al tecnico comunale, ripercorrendo la storia urbanistica di come si è giunti alla realizzazione dell’opera e soprattutto agli ultimi sviluppi che sono accaduti.

Di fatto la Fassa, dopo l’ordinanza di sospensione dei lavori emanata dal Comune a seguito dell’intervento della Procura di Velletri che ha aperto un fascicolo per un presunto abuso edilizio, scaduti i termini dei 45 giorni ha ripreso i lavori. Il comune, infatti non ha deciso cosa fare, se emettere una ordinanza di demolizione oppure no. Ha banalmente fatto trascorrere il tempo senza dire nulla, i politici che governano oggi il paese di Artena hanno tergiversato, fino alla fine di agosto, quando l’ufficio tecnico comunale ha emesso un atto nel quale si conferma che la Fassa sta eseguendo i lavori in base alle autorizzazioni del 2019 e che quanto riguarda invece le autorizzazioni per gli atti successivi del 2024 l’iter non sarebbe ancora concluso.
Ma la Fassa, sembrerebbe dal racconto di Umberto Proietti e dalle evidenze dei lavori, sta continuando la realizzazione dell’impianto e potrebbe anche darsi che questi lavori interessano la variante richiesta nel 2024, ancora non definita dalla regione Lazio. Un problema che Proietti sintetizza in questo modo “Abbiamo fatto perizie, esposti da parte dei comitati che sono stati preziosi e la sindaca diArtena li ha ringraziati il 31 agosto ma come ti sei permessa se il tuo dirigente ha detto che è tutto apposto? Non hai ascoltato i comitati, i cittadini, il CTU della Procura. Ma quale tutto a posto. Ci sono dichiarazioni che non corrispondono e lo possiamo dimostrare. Dichiarano che hanno iniziato i lavori nel 2014 ma di fatto sono iniziati nel 2024 con la dichiarazione nel 2023. Su quell’area c’era un deposito dei silos per gli intonaci. Basta vedere le foto da Gooole per rendersene conto. Nel 2019 l’azienda ha dichiarato che i lavori erano in corso d’opera. Ma chi doveva controllare, dove stava l’ufficio tecnico per verificare se veramente i lavori erano iniziati oppure no?” ha detto Proietti.

“Sindaco di Artena tu sei responsabile della salute dei miei nipoti, sei l’autorità sanitaria, qui non si inquina solo Artena, ma Velletri, Valmontone, Cori, Colleferro, Lariano. Tutti questi comuni sono in fascia A1 per la qualità dell’aria che è peggiorata negli ultimi anni e sono dati resi noti dall’Arpa. Ma l’Arpa cosa fa? La legge è molto chiara se si sforano le emissioni in atmosfera per tre anni in un quinquennio sei fuori legge e quindi devi provvedere e come hai fatto tu Arpa a non dirlo?” Ha aggiunto Proietti.
“L’accumulo degli inquinanti nei comuni in classe A1 non è consentito. abbiamo fatto in esspsto al Comune di Artena a giugno chiedendo su questi dati la revisione dell’AIA ma il comune non ha risposto e ad agosto il comune dice che sta tutto apposto. la salute è un bene primario che non è negoziabile e nemmeno in vendita e non si baratta con nulla. Non si baratta la salute dei cittadini con le sponsorizzazioni. Si dice che l’impianto produrrà nuove occupazioni. 18 persono saranno assunte e che sono 18 persone? Diversi milioni di euro di stipendi quando il danno che si potrebbe produrrre è molto più oneroso” Ha aggiunto Proietti.
“I danni alla salute che potrebbero derivare da queste situazioni potrebbero essere molto elevati e ci sono studi in questo senso che dimostrano come il problema della qualità dell’aria con la presenza delle polveri sottili e la presenza di nano particelle inquinanti possono produrre danni alla salute delle persone” Ha aggiunto Proietti che poi si è soffermato sui dati del progetto “Non ci vogliono dare il progetto presentato al genio civile e con la relazione del tecico comunale l’azienda sostiene che è tutto a posto. Ma prima o poi quel progetto ce lo dovranno dare e visto che sono un tecnico i progetti li so leggere e interpretare”
E’ stata poi la volta dei cittadini che si sono alternati al microfono e agli altri membri dei comitati presenti. Augusto Ciotti ha parlato del rischio idrogeologico e del fatto che l’impianto per la sua capacità e potenza “E’ subordinato al registro rilevanti della normativa Seveso, quindi le comunità che sono presenti, dovranno essre informate in caso di incidente rilevante. Queste cose le dovrebbe attivare il comune di Artena. C’è poi il problema dell’emungimento dell’acqua dal pozzo della Madonella che potrebbe subire un depauperamento della falda idrica, visto che è previsto la costruzione di un secondo pozzo a servizio dell’impianto. Egato 4 deve garantire che il pozzo della Madonnella continuerà ad usato solo per i cittadini di Giulianello”
A seguire Ina Camilli del comitato di Colleferro che ha puntato il dito sulla politica, che regola lo sviluppo del territorio, sulla Regione Lazio che dovrebbe tutelare e verificare che gli iter presentati rispettino la relatà dei fatti. “Adesso nelle conferenze di servizio regionali non possono più partecipare i comitati e i cittadini. Noi veniamo a conoscenza dell’esito di queste conferenze di servizi solo dai verbali che vengono pubblicati successivamente” Ha detto Ina Camilli aggiungendo “Oggi possiamo parlare e confrontarci. Le resposanbilità sono politiche su questo territorio, non è solo un problema di un privato. Le responsabilità sono in capo agli amministratori a cui i cittadini hanno conferito una delega, delega che può anche essere revocata. E’ vero simao demoralizzati da questa politica, ma ricordatevi che agli amministratori inrteressa il consenso e allora va tolto a quelle forze politiche prsenti nei consigli comunali che non usano questo mandato per difendere gli interessi della comunità. E chiedo al sindaco diArtrena, ma lei rappresenta gli interessi della sua comunità da cui è stata eletta o rappresenta gli inrteressi di un imprenditore? Questo lo vogliamo sapere. Ma la domanda è retorica perchè chi volesse difendere gli interessi della comunità sarebbe qui oggi.“

“Noi vogliamo dai nostri amministratori e soprattutto quella regionale, magigore attenzione. Spesso i procedimenti non rispettano in maniera rigorosa le procedure, alle volte i pareri e i nulla osta possono non essere rispondenti della realtà dei luoghi e lo stato di fatto dei luoghi. Per questo non possiamo abbandonare le conferenze dei servizi, bisogna stare in piazza, fare informazione e informare la cittadinanza sulle conseguenze. Dobbiamo mantenere alta l’attenzione sulle autorizzazioni. Questo non significa che bisogna impedire ad un imprenditore di svilupparsi, ma quello sviluppo deve essere compatibile con la realtà territoriale“. Ha aggiunto Ina Camilli.
Alessandra Zeppieri ha invece fatto un ragionamento più ampio “Il territorio è provato ed andrebbe tutelato. Dobbiamo considerare tutti gli impianti e capire se si ta valutando l’impatto di questi impianti che vanno dalla Fassa all’inceneritore di Santa Paolmba. Le vertenze di devono unire perchè c’è un filo conduttore che lega tutto ciò e fa riferimento al business e il business si fa passando sulla testa di tutto, mentra la nostra azione deve guardare alla difesa dei territori, alla tutela, ma di questo non viene tenuto conto. Quando si subiscono delle ingiustizie non è possibile che non si intervenga. Come consigliere mi rendo disponibile e mi farò carico di portare in consiglio regionale questo problema”

Andrea Silvestri del Comitato Proteszione Boschi ha parlato delle nocitività, dell’attacco ai boschi, agli insediamenti nocivi dall’inceneritore fino ad arrivare alle autorizzazioni date alla Fassa. “L’ampliamento parla di 30 mila tonnellate di legno da bruciare di centinaia migliaia di metri cubi di acqua, di migliaia di roccia da estrarre dalle cave per la produzione, produzione che prevede anche la calce idrata che viene usata negli incenenritori. E’ una economia circolare al contrario, che toglie risorse ai cittadini.” Anche Silvestri ha sottolienato l’importanza di un coordinamento su questi problemi, di azioni verso le amministrazioni comunali e di sensibilizzazione verso i cittadini.
Leonardo Alivernini del comitato di Velletri che ha centrato l’intervento sugli aspetti e le ricadute sull salute “Grazie al lavoro di informazione dei comitati oggi sappiamo che i comuni sono in fascia A1 che richiede inrterventi ed esclude il peggioramento dell asituazione. Un impianto industriale che utilizza altissime temperature e i combustibili che utilizza produrtrà polveri sottili ed ultrasottili e queste polveri che andranno in atmosfera ce le ritroveremo a respirarle. Un territorio ch eandrebbe migliorato non può accetttare un impatto che lo peggiora. C’è una direttiva della comunità europea che propende verso l’abbassamento dei valori inquinanti entro il 2030 e tutti i valori che determinano le soglie di inquinamento andranno rivisti verso il basso.“

Emilio Bongiovanni del Comitato promotore ha illustrato i dati del portate Open Salute Lazio “Dal 2019 al 2025 realitvamente a tutti i comuni che stanno interno a questa valle, i dati sommati relativi ai tumori maligni sono 6974, e questi tumori sono differenziati anche per tipologia. Ad oggi non ci sono correlazioni, ma l’OSM e l’Unione Europea lo affermano, inquinamento uguale alla perdita di salute. Quanto incide? Non è compito mio ma degli esperti che lavorano tutti i giorni su questi aspetti. Il problema non è solo il danno alla persona, ma anche le incidenze che ricadono sul sistema sanitario nazionale. Senza condiderare che impianti di questo genere provocano un cumulo negli anni che producono dei danni, dalla impossiblità di coltivare le produzioni agricole di qualità, gl iimpatti sulla viabilità, sulle strade. 18 posti di lavoro con questo impianto potrebbe portare alla perdita di tanti posti di lavori, soprattuttto in agricoltura. Va cambiata la strategia come ha fatto l’Osme e l’Unione europea che ha nno detto che i parametri utilizzati per definire la soglia di inquinamento sono distanti da quelli sicuri e che quindi vanno abbassati”
Bongiovanni ha poi fatto un focus sugli sforamenti della qualità dell’aria “Artena ha superato i valori di legge e non può aumentare quegli sforameti. I comuni in fascia A1 devono produrre i piani integrati operativi per migliorare la qualità dell’aria.”
I comitati e i cittadini continueranno le iniziative sul territorio, provando anche ad unire i problemi che sono presenti in questa area vasta. La battaglia per la salvaguardia del territorio non si ferma.
Sostieni La Spunta