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ARPA Lazio, allarme della UIL FP: «A Frosinone meno dirigenti e controlli ambientali a rischio»

Il trasferimento di un dirigente dell'Unità AIA dalla sede di Frosinone a quella di Rieti preoccupa il sindacato. Nel Frusinate ci sono 47 impianti soggetti ad Autorizzazione Integrata Ambientale, contro i 2 del territorio reatino

Di Redazione • • Ambiente

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Maurizio Palombi

FROSINONE – Il trasferimento di un dirigente da Frosinone a Rieti accende la polemica sull’organizzazione dei controlli ambientali di ARPA Lazio. A lanciare l’allarme è la UIL FP di Frosinone, che denuncia il rischio di un ulteriore indebolimento delle attività di vigilanza in una provincia caratterizzata da una significativa presenza industriale e da criticità ambientali storiche, a partire da quelle del SIN del Bacino del Fiume Sacco.

Al centro della contestazione c’è lo spostamento di un dirigente dell’Unità AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) del Dipartimento Controlli, dalla sede di Frosinone a quella di Rieti. Una scelta organizzativa che, secondo il sindacato, non terrebbe adeguatamente conto della diversa distribuzione degli impianti e delle esigenze di controllo dei due territori.

ARPA Lazio, i numeri di Frosinone e Rieti

La UIL FP mette a confronto i dati relativi agli impianti soggetti ad Autorizzazione Integrata Ambientale: nella provincia di Frosinone se ne contano 47, mentre nel territorio di Rieti sono soltanto 2.

Nonostante questa differenza, dopo il trasferimento nella sede reatina risulterebbero disponibili tre figure dirigenziali, compreso il Direttore della Sezione afferente al Dipartimento Controlli, a fronte di sette unità di personale del comparto.

A Frosinone, invece, il Dipartimento Controlli si ritroverebbe con un solo dirigente, chiamato a svolgere contemporaneamente tre incarichi: Direttore di Sezione, Responsabile dell’Unità Controlli e Responsabile dell’Unità AIA.

Una distribuzione delle responsabilità che, secondo l’organizzazione sindacale, rischia di creare difficoltà operative proprio in un territorio dove la presenza industriale e le problematiche ambientali richiedono un’attività costante di monitoraggio e vigilanza.

Il caso del Bacino del Sacco e le carenze nelle bonifiche

Le preoccupazioni della UIL FP non riguardano soltanto l’Unità AIA. Il sindacato richiama infatti anche la situazione dell’Unità Bonifiche di Frosinone, che da tempo sarebbe priva di un dirigente titolare.

Il precedente responsabile è stato trasferito presso un’altra amministrazione pubblica e, secondo quanto riferito dalla sigla sindacale, non sarebbe ancora stato individuato un sostituto.

Una carenza particolarmente delicata per una provincia che deve fare i conti con le problematiche ambientali del Bacino del Fiume Sacco, riconosciuto come Sito di Interesse Nazionale, e con la necessità di garantire continuità alle attività di controllo e risanamento.

«Non intendiamo alimentare contrapposizioni tra territori né mettere in discussione le esigenze organizzative di altre sedi regionali – dichiara Maurizio Palombi, segretario generale della UIL FP di Frosinone – Tuttavia, di fronte a numeri così distanti e a responsabilità tanto rilevanti, è inevitabile chiedersi quali criteri abbiano guidato questa decisione».

Graduatorie per dirigenti ambientali, il sindacato chiede spiegazioni

Un altro elemento contestato riguarda la gestione delle risorse professionali. La UIL FP richiama la scelta della Direzione generale di ARPA Lazio di non utilizzare due graduatorie ancora attive per dirigenti ambientali, lasciate poi scadere nel 2025.

Una circostanza che, secondo il sindacato, solleva interrogativi sulle strategie adottate per garantire la copertura degli incarichi dirigenziali nelle aree maggiormente esposte alle criticità ambientali.

«È difficile comprendere come, in un territorio come quello di Frosinone, segnato dalle problematiche del Bacino del Sacco e da una significativa presenza industriale, si possa procedere a una riduzione delle risorse dirigenziali senza chiarire preventivamente quali siano gli effetti sull’organizzazione dei controlli», incalza Palombi.

Il segretario generale chiede alla Direzione di ARPA Lazio di spiegare quali valutazioni siano state effettuate, come si intenda garantire la continuità delle attività e quali misure siano previste per colmare le carenze che interessano anche il settore delle bonifiche.

Appello al sindaco, alla Provincia e alla Regione Lazio

La UIL FP di Frosinone ha rivolto un appello formale al sindaco del capoluogo, al presidente della Provincia e alle istituzioni locali, chiedendo un intervento urgente per verificare la situazione organizzativa della sede di ARPA Lazio e le possibili conseguenze delle recenti decisioni sui controlli ambientali.

Il sindacato sollecita inoltre un confronto con la Regione Lazio, l’assessorato regionale competente in materia ambientale e la Direzione aziendale dell’Agenzia, affinché vengano chiarite le ragioni del trasferimento e sia ripristinata una dotazione di personale adeguata alle effettive necessità del territorio.

«La salvaguardia dell’ambiente e la tutela della salute pubblica sono priorità assolute e non negoziabili. I cittadini di Frosinone hanno diritto a un sistema di controllo ambientale rigoroso, efficiente e dotato delle professionalità necessarie», conclude Palombi.

La richiesta della UIL FP è dunque quella di risposte concrete e interventi tempestivi. La questione riguarda il futuro dell’organizzazione dei controlli ambientali in una provincia dove la presenza di numerosi impianti industriali e le criticità del Bacino del Sacco rendono particolarmente importante la continuità delle attività di vigilanza e tutela ambientale.

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