← Torna a Ambiente
Ambiente

Cori, arsenico nell’acqua: analisi private oltre il parametro di riferimento in due punti. Il Comitato chiede controlli indipendenti

Di Eugenio Siracusa • • Ambiente

Ambiente

CORI – Arsenico nell’acqua, a Cori scatta la richiesta di nuovi controlli indipendenti. Il Comitato Noncelabeviamo ha comunicato di aver ricevuto i risultati delle analisi effettuate su due campioni prelevati il 20 ottobre a Monte Pìo e in Piazza della Croce. I referti, commissionati dal Comitato a proprie spese presso un laboratorio accreditato ACCREDIA, indicano concentrazioni di arsenico rispettivamente pari a 14,0 e 11,6 microgrammi per litro, valori superiori al parametro di 10 µg/l previsto per l’acqua destinata al consumo umano. Il Comitato chiede ora al Comune, alla ASL competente e ad ARPA Lazio di procedere con verifiche ufficiali per chiarire la situazione.

Risultati che, secondo il Comitato, richiedono un approfondimento da parte degli organismi preposti ai controlli sulla qualità dell’acqua potabile. Le analisi riguardano due punti di prelievo del territorio comunale e sono state finanziate direttamente dai cittadini promotori dell’iniziativa.

Arsenico nell’acqua a Cori, i risultati delle analisi private

Nel dettaglio, il campione prelevato a Monte Pìo ha restituito una concentrazione di arsenico pari a 14,0 µg/l, mentre quello raccolto in Piazza della Croce ha fatto registrare un valore di 11,6 µg/l. Entrambi i risultati superano il parametro di riferimento di 10 µg/l stabilito per l’acqua destinata al consumo umano.

Il Comitato Noncelabeviamo sottolinea che non si tratta della prima occasione in cui le analisi commissionate autonomamente hanno evidenziato valori ritenuti meritevoli di attenzione. Nella nota vengono inoltre segnalate differenze rispetto ai valori più bassi comunicati nell’ambito dei controlli effettuati da Acqualatina.

Una discrepanza che, secondo il Comitato, deve essere chiarita attraverso verifiche rigorose e trasparenti. Al momento, tuttavia, i risultati diffusi riguardano i campioni analizzati privatamente e non costituiscono, da soli, una conferma ufficiale della non conformità dell’acqua distribuita nell’intera rete comunale.

Le analisi effettuate a Cori

La richiesta a Comune, ASL e ARPA Lazio

Il Comitato chiede al sindaco di Cori, Mauro De Lillis, di sollecitare la ASL competente e ARPA Lazio affinché vengano effettuati campionamenti ufficiali e indipendenti.

L’obiettivo è confrontare i risultati ottenuti attraverso le analisi private con quelli delle verifiche istituzionali, utilizzando procedure documentate e verificabili. Solo attraverso accertamenti mirati, sottolinea il Comitato, sarà possibile comprendere le ragioni delle differenze riscontrate e valutare la qualità dell’acqua effettivamente distribuita.

Tra le ipotesi indicate nella comunicazione figura anche la possibilità che le differenze dipendano, almeno in parte, dalle modalità e dai tempi dei prelievi, eventualmente in relazione ai trattamenti effettuati sull’acqua. Il Comitato precisa che si tratta di un’ipotesi da verificare e non di una circostanza accertata.

La richiesta comprende inoltre la proposta di introdurre una norma che disciplini i tempi dei campionamenti rispetto ai trattamenti dell’acqua, affinché i controlli siano rappresentativi delle condizioni della rete e dell’acqua distribuita. I criteri, secondo il Comitato, dovrebbero essere definiti dalle autorità competenti.

Acqua potabile, il Comitato sollecita anche controlli sui PFAS

La questione dell’arsenico si aggiunge ad altre richieste avanzate dal Comitato Noncelabeviamo. Nella nota viene ricordato che sono già stati sollecitati controlli sulla presenza di PFAS nell’acqua, senza che, secondo quanto riferito, sia arrivato finora un riscontro.

Resta inoltre in attesa di convocazione il Tavolo tecnico, indicato dal Comitato come uno strumento utile per favorire il confronto tra amministrazione comunale, enti competenti e soggetti interessati. La richiesta è di avviare finalmente questo spazio di approfondimento, così da affrontare in modo coordinato le questioni legate alla qualità dell’acqua sul territorio.

«I cittadini hanno diritto a conoscere la qualità dell’acqua»

Il Comitato pone anche una questione relativa alla trasparenza dei controlli e alla responsabilità delle istituzioni. Secondo Noncelabeviamo, non dovrebbe spettare ai cittadini sostenere personalmente i costi delle analisi private per ottenere informazioni sulla qualità dell’acqua potabile.

La tutela della salute pubblica, si legge nella comunicazione, richiede controlli efficaci, informazioni accessibili e risposte documentate da parte degli organismi competenti.

Il Comitato precisa di non voler formulare conclusioni preventive né alimentare allarmismi, ma ritiene che i risultati emersi e le richieste rimaste senza riscontro meritino attenzione. I referti delle analisi sull’arsenico, conclude, sono disponibili per essere trasmessi agli enti competenti.

La richiesta rivolta alle istituzioni è chiara: avviare controlli indipendenti, chiarire le differenze tra i risultati e indicare tempi certi per le verifiche. A Cori, l’attenzione resta quindi concentrata sulla qualità dell’acqua potabile e sulla necessità di fornire ai cittadini informazioni ufficiali, verificabili e comprensibili

Sostieni La Spunta

La Spunta nasce nel 2024 da un’esigenza molto semplice, ma per noi fondamentale: fare giornalismo, quello vero.

Un giornalismo che non debba rispondere a padroni, interessi particolari o piccoli gruppi di finanziatori. Un giornalismo che possa lavorare con la libertà necessaria per raccontare i fatti, fare domande, approfondire ciò che non funziona e dare voce alle persone che vivono un territorio.

Abbiamo scelto di partire dal Lazio perché è il territorio in cui viviamo. E proprio vivendo questi territori ci siamo accorti di quanto spesso vengano raccontati poco, o soltanto quando una storia riesce a diventare una notizia nazionale.

Ci sono invece comunità, associazioni, imprese, lavoratori e cittadini che ogni giorno costruiscono pezzi importanti della società e che meritano attenzione. Ci sono decisioni che incidono concretamente sulla vita delle persone e che hanno bisogno di essere raccontate, spiegate e approfondite.

La Spunta vuole essere lì.

Non semplicemente per raccontare quello che succede, ma per provare a fare del giornalismo un servizio utile alla cittadinanza.

Per noi fare giornalismo significa questo: aiutare a capire, controllare il potere, accendere una luce dove serve, dare strumenti alle persone per orientarsi e, quando possibile, contribuire concretamente a migliorare la comunità che raccontiamo.

Fare del bene attraverso il giornalismo.

È una visione che stiamo cercando di portare avanti ogni giorno e che vogliamo estendere a un territorio sempre più ampio.

Ma c’è un punto fondamentale: l’indipendenza ha un costo.

Fare inchieste, seguire i territori, mantenere una redazione, produrre contenuti e dedicare tempo alle storie che contano richiede risorse. E noi non vogliamo che quelle risorse arrivino da qualcuno che, domani, possa chiedere qualcosa in cambio.

Vogliamo costruire un rapporto diverso: diretto con i nostri lettori.

Noi vogliamo un modello di giornalismo locale che parta dalle persone, dai territori e da chi crede che un’informazione libera sia un bene comune.

La Spunta è nata per questo.

E oggi, per continuare a crescere senza perdere la propria indipendenza, ha bisogno del tuo sostegno.

Sostieni La Spunta

Articoli correlati

Vedi tutti →