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Ambiente

Incendio Remat: revocate le misure cautelative. Il Commissario Scala firma l’ordinanza dopo l’ok dell’Asl sui campioni alimentari

Di Eugenio Siracusa • • Politica

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L'incendio del 12 luglio alla Remat

SAN GIORGIO A LIRI – Si chiude la fase emergenziale legata all’incendio che il 12 luglio 2026 ha devastato la zona industriale in località Petrose a San Giorgio a Liri, l’incendio Remat. Il Commissario Straordinario Agnese Scala ha firmato l’Ordinanza contingibile urgente n. 26 del 02-11-2026 (Reg. Gen. n. 64) che revoca le misure cautelative e precauzionali adottate a tutela della salute pubblica con la precedente ordinanza commissariale n. 20 del 17 agosto 2026.

Il via libera dell’Asl

Decisiva la comunicazione acquisita al prot. n. 15279 del 02.11.2026 dell’ASL di Frosinone, che nel trasmettere gli esiti completi degli accertamenti svolti sui campioni alimentari ha comunicato:”dall’acquisizione dei rapporti di prova definitivi, è stata riscontrata la conformità ai tenori massimi normativi. Alla luce di ciò si conclude favorevolmente l’accertamento sui campioni alimentari oggetto di indagine, superando le riserve espresse nella precedente valutazione preliminare”.

Alla luce di questo parere, il Commissario ha ritenuto “di dover, per l’effetto, revocare le prescrizioni adottate a tutela della salute pubblica”.L’ordinanza richiama l’art. 32 della Costituzione in materia di tutela della salute, l’art. 50 comma 5 del TUEL che conferisce il potere di ordinanza contingibile e urgente in caso di emergenze sanitarie, e la legge istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale.E dispone seccamente:”L’ordinanza commissariale n. 20 del 17.08.2026 è revocata”.

Si tira quindi un sospiro di sollievo, anche se resta da capire se dopo le pioggie che sono cadute abbondanti in queste settimane, i residui della plastica bruciata caduta a terra siano permeati nel terreno. Questo è un altro elemento di criticità che gli enti preposti dovrebbero tenere sotto controllo con grande attenzione per evitare che la contaminazione arrivi alla falda acquifera.

L’incendio della Remat ha infatti prodotto una vasta area di criticità ambientale che non può e non deve essere sottovalutata. Nel frattempo a quasi quattro mesi dall’indendio che distrutto lo stabilimento di selezione della Remat, non si conoscono i risultati delle indagini avviate dallla Procura di Cassino ed eseguite dai Carabinieri. Dopo l’acquisizione della relazione molto puntuiale dei Vigili del fuoco, che avrebbero dovuto accertare lamatrice dell’incendio, che per come si è sviluppato e per la dinamica potrbbe anche essere di matrice dolosa, le indagini sono andate avanti ed ancora non sono giunte ad un punto di svolta.

L’accertamento di eventuali resposnabilità, al di la dell’ipotetico dolo, andrebbero comunque ricercate, per capire se l’impianto di San Giorgio a Liri fosse funzionante ed in regola con le procedure di legge in materia di stoccaggio e smaltimento dei rifiuti conferiti. Anche di questo si sta occupando la Procura di Cassino.

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