← Torna a Politica
Politica

Infortuni sul lavoro nel Lazio, denunce mortali in aumento del 17,7%

La Cgil Roma e Lazio segnala 73 denunce mortali nei primi nove mesi del 2026 e annuncia un presidio il 5 novembre

Di Redazione • • • Politica

Politica

ROMA – Nei primi nove mesi del 2026 le denunce di infortunio con esito mortale nel Lazio sono salite da 62 a 73, con un aumento del 17,7%. Il dato supera l’incremento nazionale, pari al 5%, con le denunce passate da 784 a 823. A comunicarlo è la Cgil di Roma e Lazio, sulla base di un’elaborazione dei dati Inail aggiornati al 30 settembre.

Nel solo mese di settembre, secondo quanto riferito dal sindacato, sono state registrate 8 denunce mortali contro le 5 dello stesso mese del 2025: un incremento del 60%, rispetto al +26% rilevato a livello nazionale.

A crescere sono anche le denunce complessive di infortunio: nel Lazio hanno raggiunto quota 34.471, rispetto alle 32.155 dello stesso periodo del 2025. L’aumento è del 7,2%, oltre due punti percentuali sopra il dato nazionale, indicato al 5%.

La richiesta alla Regione Lazio

“Nei primi nove mesi del 2026 nel Lazio le denunce di infortunio con esito mortale sono passate da 62 a 73, con un incremento del 17,7% a fronte di un aumento nazionale del 5% (da 784 a 823). Nel solo mese di settembre si sono registrate 8 denunce mortali contro le 5 dello stesso periodo del 2025 (+60%, rispetto al +26% nazionale). Un dramma affiancato dall’aumento delle denunce complessive di infortunio, salite a 34.471 (+7,2% rispetto alle 32.155 del 2025), oltre due punti al di sopra del dato nazionale (+5%). Dati tragici che confermano come nella nostra regione l’emergenza sicurezza continui a peggiorare drammaticamente”.

La Cgil Roma e Lazio chiede alla Regione un confronto per intervenire sul tema della sicurezza sul lavoro. Tra le priorità indicate ci sono lo sblocco delle assunzioni negli Spresal e il contrasto ai subappalti selvaggi.

Presidio il 5 novembre e sciopero generale

“A fronte di questa escalation, dalla Regione Lazio ci aspettiamo un segnale concreto e la tempestiva convocazione di un incontro per adottare scelte coraggiose, a partire dallo sblocco delle assunzioni negli Spresal e dallo stop ai subappalti selvaggi. Proprio per pretendere risposte immediate e chiedere l’approvazione dei nostri emendamenti alla proposta di legge regionale sul lavoro in quota, saremo in presidio domani, giovedì 5 novembre, alle ore 10:30 sotto la sede della Giunta Regionale. Una tappa decisiva di mobilitazione anche rispetto al totale disinteresse del Governo nazionale nell’investire su organici, tutele e prevenzione, aggravato da una Legge di Bilancio del tutto insufficiente sul fronte della salute, della sicurezza e del lavoro: ragioni al centro dello Sciopero Generale già proclamato per il prossimo 20 novembre”. Conclude la Cgil Roma e Lazio.

Sostieni La Spunta

La Spunta nasce nel 2024 da un’esigenza molto semplice, ma per noi fondamentale: fare giornalismo, quello vero.

Un giornalismo che non debba rispondere a padroni, interessi particolari o piccoli gruppi di finanziatori. Un giornalismo che possa lavorare con la libertà necessaria per raccontare i fatti, fare domande, approfondire ciò che non funziona e dare voce alle persone che vivono un territorio.

Abbiamo scelto di partire dal Lazio perché è il territorio in cui viviamo. E proprio vivendo questi territori ci siamo accorti di quanto spesso vengano raccontati poco, o soltanto quando una storia riesce a diventare una notizia nazionale.

Ci sono invece comunità, associazioni, imprese, lavoratori e cittadini che ogni giorno costruiscono pezzi importanti della società e che meritano attenzione. Ci sono decisioni che incidono concretamente sulla vita delle persone e che hanno bisogno di essere raccontate, spiegate e approfondite.

La Spunta vuole essere lì.

Non semplicemente per raccontare quello che succede, ma per provare a fare del giornalismo un servizio utile alla cittadinanza.

Per noi fare giornalismo significa questo: aiutare a capire, controllare il potere, accendere una luce dove serve, dare strumenti alle persone per orientarsi e, quando possibile, contribuire concretamente a migliorare la comunità che raccontiamo.

Fare del bene attraverso il giornalismo.

È una visione che stiamo cercando di portare avanti ogni giorno e che vogliamo estendere a un territorio sempre più ampio.

Ma c’è un punto fondamentale: l’indipendenza ha un costo.

Fare inchieste, seguire i territori, mantenere una redazione, produrre contenuti e dedicare tempo alle storie che contano richiede risorse. E noi non vogliamo che quelle risorse arrivino da qualcuno che, domani, possa chiedere qualcosa in cambio.

Vogliamo costruire un rapporto diverso: diretto con i nostri lettori.

Noi vogliamo un modello di giornalismo locale che parta dalle persone, dai territori e da chi crede che un’informazione libera sia un bene comune.

La Spunta è nata per questo.

E oggi, per continuare a crescere senza perdere la propria indipendenza, ha bisogno del tuo sostegno.

Sostieni La Spunta

Articoli correlati

Vedi tutti →