Cascate del Liri, il Comitato per la difesa chiede che il confronto avviato dalle istituzioni si traduca in interventi concreti per tutelare il patrimonio paesaggistico di Isola del Liri. Dopo l’incontro svoltosi presso l’assessorato al Bilancio della Regione Lazio sulla crisi idrica del fiume Liri, il presidente del Comitato, Costantino Mancini Terracciano, esprime apprezzamento per i primi segnali di attenzione da parte delle autorità, ma sottolinea la necessità di passare rapidamente dagli studi alle soluzioni operative.
La riunione ha coinvolto l’assessore regionale, due rappresentanti della Soprintendenza per i beni paesaggistici delle province di Latina e Frosinone, il sindaco di Isola del Liri e l’assessore comunale competente per cultura e turismo. L’obiettivo, secondo quanto comunicato dal Comune, è ricostruire il quadro delle criticità e individuare soluzioni coordinate per salvaguardare le celebri cascate della città.
Tra le attività previste figura un’analisi tecnica del sistema di regolazione delle acque pubbliche che alimentano i salti d’acqua, insieme alla ricognizione delle concessioni idroelettriche e alla valutazione della loro eventuale incidenza sulla portata delle cascate.
Il Comitato: «Finalmente qualcosa si muove»
Il Comitato per la difesa delle Cascate del Liri accoglie positivamente l’iniziativa, considerandola un possibile punto di svolta dopo le numerose attività di sensibilizzazione rivolte alle istituzioni e all’opinione pubblica.
Mancini Terracciano riconosce il ruolo svolto dalla Soprintendenza e attribuisce il nuovo clima di confronto anche alla maggiore partecipazione registrata attorno alla questione, con l’adesione al Comitato dell’assessore Vitale e di esponenti dell’opposizione in Consiglio comunale.
Un ulteriore segnale, secondo il presidente, è rappresentato dall’interrogazione presentata recentemente dalla consigliera Fiorini, alla quale è stata dedicata una riunione dell’assemblea comunale.
Il Comitato auspica quindi che siano definitivamente superate le difficoltà incontrate in passato nel portare all’attenzione dell’amministrazione il problema della tutela delle cascate. Nel documento, Mancini Terracciano ricorda anche le polemiche legate alla presentazione del PUGC, quando, secondo quanto riferito, sarebbe stata ridimensionata l’importanza della Cascata del Valcatoio perché considerata di origine artificiale.
Una posizione che il Comitato giudica incompatibile con la necessità di proteggere il valore paesaggistico e storico del complesso naturale e urbano di Isola del Liri.
Concessioni idroelettriche e portata dell’acqua: gli studi già disponibili
Pur condividendo l’opportunità di nuove analisi tecniche, il Comitato ritiene che esista già una base documentale utile per comprendere le cause della riduzione della portata delle cascate.
In particolare, viene richiamato il volume Le sette bocche del Regio Palazzo e il declino delle Cascate, realizzato dai fratelli Amleto ed Edmondo Iafrate, che raccoglie una ricerca sulle concessioni idroelettriche e sulle condizioni del fiume. Secondo la ricostruzione del Comitato, dal libro emergerebbero elementi significativi sulle quantità d’acqua autorizzate alle società che gestiscono gli impianti situati a monte delle cascate.
Mancini Terracciano sottolinea, in particolare, che una delle concessionarie, quella della centrale del Valcatoio, avrebbe richiesto e ottenuto una riduzione della concessione originaria, che prevedeva un prelievo superiore alla stessa portata del fiume.
Per il Comitato, il lavoro degli autori dovrebbe quindi rappresentare un riferimento importante per i tecnici incaricati dal Comune, così da valorizzare le conoscenze già disponibili e accelerare l’individuazione delle misure necessarie.
La questione, tuttavia, non riguarda soltanto la quantità d’acqua prelevata. Secondo il presidente, la tutela delle Cascate del Liri deve comprendere anche il recupero del paesaggio e la rimozione degli elementi che ne compromettono l’integrità visiva.
«Non basta verificare la legittimità delle autorizzazioni»
Uno dei passaggi centrali dell’intervento riguarda proprio la distinzione tra la regolarità amministrativa delle concessioni e l’effettiva salvaguardia del patrimonio paesaggistico.
Il Comitato osserva che, anche nell’ipotesi in cui le verifiche confermassero la legittimità delle autorizzazioni e la correttezza dei prelievi, resterebbe aperta la questione delle condizioni in cui si trovano oggi le cascate.
Mancini Terracciano richiama, a questo proposito, alcune strutture che, a suo giudizio, compromettono il paesaggio: l’elemento definito «ecomostro» alla sommità di ciò che resta della Cascata del Valcatoio e il manufatto descritto come un «salsicciotto», che interesserebbe il braccio sinistro della Cascata Grande. Per il Comitato, questi aspetti dimostrano che la crisi non può essere affrontata esclusivamente attraverso verifiche sulle concessioni idroelettriche, ma richiede anche valutazioni e interventi specificamente orientati alla tutela paesaggistica.
Nel documento viene inoltre ricordato che il Comitato aveva già coinvolto l’Autorità di Bacino Distrettuale, che avrebbe ricondotto la questione principalmente alla competenza paesaggistica.
Da qui la richiesta di ampliare il confronto istituzionale, coinvolgendo in modo più diretto anche gli uffici competenti della Regione Lazio e della Provincia.
La richiesta di coinvolgimento nelle prossime fasi
Il Comitato dichiara di voler mantenere un atteggiamento collaborativo con tutte le istituzioni, senza collocarsi all’interno di uno schieramento politico.
«Non dobbiamo essere considerati degli avversari, perché perseguiamo uno scopo che è nell’interesse di tutti», sottolinea Mancini Terracciano, ribadendo la disponibilità a contribuire alle attività di studio e alle iniziative necessarie per la salvaguardia delle cascate.
Il presidente richiama anche il celebre ammonimento attribuito a Winston Churchill sul rischio che la creazione di commissioni finisca per rallentare le decisioni, indicando la necessità che il percorso avviato non si esaurisca in ulteriori passaggi burocratici. La richiesta conclusiva è duplice: da una parte, il Comitato si aspetta che venga mantenuto l’impegno del Comune a coinvolgerlo nelle successive attività; dall’altra, attende una risposta positiva alla richiesta di accesso agli atti presentata recentemente.
L’auspicio è che il confronto tra Comune, Regione, Soprintendenza e altri enti competenti possa finalmente tradursi in un programma di interventi verificabili, capace di affrontare sia la crisi idrica sia le criticità paesaggistiche.
Per Isola del Liri, le cascate rappresentano un elemento identitario e una risorsa di grande valore. La sfida, ora, è trasformare la rinnovata attenzione istituzionale in azioni concrete per proteggerle e restituire loro la piena valorizzazione che il Comitato ritiene necessaria.
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