← Torna a Economia
Economia

Sicurezza sul lavoro, UGL Lazio a Latina: «La prevenzione è un investimento sulla vita»

Al convegno di Fondolavoro e Officine del Sapere, Armando Valiani richiama l’attenzione sull’aumento degli infortuni nel Lazio

Di Redazione • • Economia

Economia
Armando Valiani

LATINA – La sicurezza sul lavoro deve andare oltre gli obblighi normativi e diventare un investimento sulla vita, sulla salute e sulla dignità delle persone. È il messaggio lanciato da Armando Valiani, segretario regionale della UGL Lazio e rappresentante delle parti sociali di Fondolavoro, intervenuto al convegno “Oltre la regola. Sicurezza e benessere organizzativo, da obbligo a valore!”, promosso da Fondolavoro e Officine del Sapere al Circolo Cittadino di Latina, con il patrocinio del Comune.

L’iniziativa ha riunito rappresentanti delle istituzioni, imprese, mondo della formazione e parti sociali per discutere di prevenzione degli infortuni, benessere organizzativo e trasformazioni del mercato del lavoro.

All’incontro hanno partecipato anche l’assessore regionale Alessandro Calvi e Federica Censi, assessore all’Istruzione del Comune di Latina.

Infortuni sul lavoro nel Lazio, l’allarme della UGL

A richiamare l’attenzione sulla necessità di rafforzare le misure di prevenzione sono anche i dati INAIL citati nel corso dell’iniziativa. Secondo le rilevazioni riferite ai primi otto mesi del 2026, le denunce di infortunio in occasione di lavoro nel Lazio, al netto degli studenti, sarebbero aumentate del 10% rispetto allo stesso periodo del 2025, a fronte di una crescita nazionale del 5,1%.

Numeri che, secondo Valiani, richiedono interventi mirati, una formazione più efficace e controlli adeguati nei luoghi di lavoro.

«La sicurezza non può ridursi a un obbligo normativo o a un adempimento burocratico. Deve diventare una cultura condivisa e un investimento sulle persone. Dietro ogni infortunio ci sono lavoratori, famiglie e comunità. La priorità è prevenire, non intervenire quando è troppo tardi», ha dichiarato il segretario regionale della UGL Lazio.

Particolare attenzione è stata riservata ai cambi di appalto e ai subappalti, contesti nei quali il coordinamento tra le imprese, l’organizzazione delle attività e la verifica delle condizioni operative assumono un ruolo determinante per ridurre i rischi.

Formazione continua e nuove tecnologie: le sfide del lavoro

Nel corso del convegno si è discusso anche del ruolo della formazione nell’accompagnare le trasformazioni legate all’intelligenza artificiale, alla digitalizzazione e alla transizione energetica.

Per la UGL Lazio, i fondi interprofessionali e gli strumenti della bilateralità possono contribuire ad aggiornare le competenze professionali, sostenere le imprese e favorire la tutela dell’occupazione.

L’obiettivo è evitare che l’innovazione tecnologica produca nuove forme di esclusione, soprattutto tra i lavoratori che necessitano di percorsi di riqualificazione.

«Dobbiamo offrire ai giovani competenze solide e prospettive di lavoro stabili, senza dimenticare i lavoratori più maturi, che rappresentano un patrimonio di esperienza», ha sottolineato Valiani.

«Una persona di 50 o 55 anni non può essere considerata superata perché cambiano le tecnologie. L’innovazione deve creare opportunità, non nuove esclusioni».

Imprese, sindacati e istituzioni: l’appello alla collaborazione

Da qui la richiesta di rafforzare la collaborazione tra Regione Lazio, imprese, organizzazioni sindacali e fondi interprofessionali, affinché la formazione sia accessibile e risponda alle esigenze reali del sistema produttivo.

La sicurezza, secondo la prospettiva illustrata dalla UGL, deve essere parte integrante dell’organizzazione aziendale: non soltanto rispetto delle regole, ma attenzione alle persone, prevenzione dei rischi e miglioramento delle condizioni lavorative.

Gli interventi al Circolo Cittadino di Latina

Il convegno ha visto gli interventi di Michele Scopelliti, fondatore di Officine del Sapere, Barbara Bertin, Project, Innovation & Sustainability Manager, e Carlo Parrinello, direttore generale di Fondolavoro. Ha partecipato anche Daniele Mazzoli, referente territoriale UNSIC.

I lavori, moderati dal giornalista Piero Muscari, hanno approfondito il rapporto tra sicurezza e organizzazione del lavoro con Giuseppe Mosa e Simone La Bella, oltre ai temi del benessere organizzativo affrontati da Cinzia Castagnaro e Cristina Paternoster.

Un confronto che ha messo al centro la necessità di integrare prevenzione, formazione e qualità dell’ambiente lavorativo nelle strategie delle imprese.

Valiani: «Il lavoro del futuro deve essere sicuro e dignitoso»

In conclusione, il segretario regionale della UGL Lazio ha ribadito l’importanza di un modello di sviluppo che accompagni il cambiamento tecnologico senza trascurare la tutela delle persone.

«Il progresso non si misura soltanto dalle tecnologie che introduciamo, ma dalla capacità di proteggere le persone e accompagnarle nel cambiamento», ha affermato Valiani. La UGL Lazio, ha aggiunto, continuerà a promuovere relazioni industriali fondate sulla partecipazione, sulla prevenzione e sulla valorizzazione delle competenze.

«Il lavoro del futuro deve essere innovativo, ma soprattutto sicuro, dignitoso e umano. Nessuno deve essere lasciato indietro», ha concluso. Il tema della sicurezza sul lavoro resta quindi legato non soltanto ai controlli e al rispetto delle norme, ma anche alla capacità di investire nella formazione, migliorare l’organizzazione aziendale e garantire condizioni di lavoro adeguate lungo tutto il percorso professionale.

Sostieni La Spunta

La Spunta nasce nel 2024 da un’esigenza molto semplice, ma per noi fondamentale: fare giornalismo, quello vero.

Un giornalismo che non debba rispondere a padroni, interessi particolari o piccoli gruppi di finanziatori. Un giornalismo che possa lavorare con la libertà necessaria per raccontare i fatti, fare domande, approfondire ciò che non funziona e dare voce alle persone che vivono un territorio.

Abbiamo scelto di partire dal Lazio perché è il territorio in cui viviamo. E proprio vivendo questi territori ci siamo accorti di quanto spesso vengano raccontati poco, o soltanto quando una storia riesce a diventare una notizia nazionale.

Ci sono invece comunità, associazioni, imprese, lavoratori e cittadini che ogni giorno costruiscono pezzi importanti della società e che meritano attenzione. Ci sono decisioni che incidono concretamente sulla vita delle persone e che hanno bisogno di essere raccontate, spiegate e approfondite.

La Spunta vuole essere lì.

Non semplicemente per raccontare quello che succede, ma per provare a fare del giornalismo un servizio utile alla cittadinanza.

Per noi fare giornalismo significa questo: aiutare a capire, controllare il potere, accendere una luce dove serve, dare strumenti alle persone per orientarsi e, quando possibile, contribuire concretamente a migliorare la comunità che raccontiamo.

Fare del bene attraverso il giornalismo.

È una visione che stiamo cercando di portare avanti ogni giorno e che vogliamo estendere a un territorio sempre più ampio.

Ma c’è un punto fondamentale: l’indipendenza ha un costo.

Fare inchieste, seguire i territori, mantenere una redazione, produrre contenuti e dedicare tempo alle storie che contano richiede risorse. E noi non vogliamo che quelle risorse arrivino da qualcuno che, domani, possa chiedere qualcosa in cambio.

Vogliamo costruire un rapporto diverso: diretto con i nostri lettori.

Noi vogliamo un modello di giornalismo locale che parta dalle persone, dai territori e da chi crede che un’informazione libera sia un bene comune.

La Spunta è nata per questo.

E oggi, per continuare a crescere senza perdere la propria indipendenza, ha bisogno del tuo sostegno.

Sostieni La Spunta

Articoli correlati

Vedi tutti →