L’uomo, residente a Napoli e già noto alle forze dell’ordine, è stato intercettato dai Carabinieri poco dopo il tentativo di truffa ai danni di una donna del posto
Un 60enne residente a Napoli, già noto alle forze di polizia, è stato denunciato in stato di libertà dai Carabinieri della Stazione di Maenza con l’accusa, allo stato degli atti, di truffa aggravata ai danni di una donna del posto.
Il tentativo di raggiro è avvenuto poco prima dell’ora di pranzo. La vittima si trovava nella propria abitazione insieme alla figlia quando ha ricevuto una telefonata sull’utenza fissa di casa.
All’altro capo del telefono un uomo che si sarebbe falsamente qualificato come appartenente all’Arma dei Carabinieri. Il sedicente militare avrebbe raccontato alla donna che l’automobile del marito era stata utilizzata per una rapina commessa quella stessa mattina in provincia di Roma.
Una storia costruita per creare allarme e convincere la vittima a collaborare.
Il falso carabiniere avrebbe quindi annunciato alla donna l’imminente arrivo di un collega incaricato di controllare gli oggetti in oro presenti nell’abitazione, sostenendo che i preziosi avrebbero potuto essere riconducibili alla refurtiva della rapina.
Poco dopo, effettivamente, un uomo si è presentato alla porta della casa.
Il sospetto delle due donne e la fuga
Il 60enne sarebbe riuscito a convincere la donna a mostrargli l’oro in suo possesso. A quel punto, però, la vittima e la figlia hanno iniziato a dubitare della sua reale appartenenza all’Arma.
Le due donne hanno manifestato i propri sospetti direttamente all’uomo, che, una volta compreso di essere stato scoperto, si sarebbe allontanato rapidamente a bordo di un’utilitaria.
La segnalazione ai Carabinieri è stata immediata.
Ricevute una descrizione dettagliata dell’uomo e dell’automobile utilizzata, i militari della Stazione di Maenza hanno avviato le ricerche, riuscendo a intercettare il sospettato pochi minuti dopo, all’uscita dalla città, lungo via Circonvallazione.
Le indagini per individuare eventuali complici
Dopo l’intervento è stata avviata un’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Latina, diretta dal dottor Gregorio Capasso.
Gli accertamenti sono finalizzati anche a verificare l’eventuale coinvolgimento di altre persone nel tentativo di truffa e a ricostruire tutti gli aspetti della vicenda.
L’operazione si inserisce nell’attività di contrasto alle truffe rivolte in particolare alle persone maggiormente vulnerabili, fenomeno sul quale Procura e forze di polizia mantengono alta l’attenzione.





