Domani alle 11 la cerimonia inaugurale al Museo Civico Archeologico “Oreste Nardini”. Il 26 e 27 settembre due giornate tra vino, arte, storia e tradizioni della città
Il Velletri Wine Festival torna protagonista nel cuore della città. Domani, sabato 26 settembre alle 11, al Museo Civico Archeologico “Oreste Nardini”, è in programma la cerimonia inaugurale della manifestazione, che proseguirà anche domenica 27 settembre con appuntamenti dedicati al vino, all’arte, alla storia e alle tradizioni di Velletri.
Raccontare il Velletri Wine Festival significa raccontare una città che non può essere ridotta soltanto alle sue strade, alle sue piazze o ai suoi palazzi. Velletri è una terra che ha il profumo del mosto e della terra bagnata, il colore del tufo, la memoria del lavoro nei campi e una storia costruita attraverso generazioni di uomini e donne che hanno fatto dell’agricoltura una parte essenziale della propria identità.
Chi arriva a Velletri pensando di trovarsi davanti a un semplice comune di provincia rischia di non cogliere l’anima profonda di questo territorio.
Qui la storia è ancora viva.

Il Velletri Wine Festival e l’eredità di Nicola Ferri
Nato nel 2013 da un’intuizione di Orlando Pocci, Romina Trenta e Alessandro Filippi, il Velletri Wine Festival “Nicola Ferri” è cresciuto nel tempo come appuntamento capace di mettere insieme cultura, arte e valorizzazione del territorio.
Al centro ci sono tre elementi: arte, storia e territorio. Tre parole che a Velletri si intrecciano continuamente.
L’arte è quella delle mostre, degli artisti e dei premi, dal Premio Nazionale “Pallade Veliterna” al concorso “La Scaletta”, legato all’attività di Gustavo Gualtieri.
La storia è quella di una città profondamente segnata dalla Seconda Guerra Mondiale, devastata dai bombardamenti e costretta a ricostruire gran parte del proprio patrimonio. Una città che, nonostante le ferite, ha saputo rialzarsi e ripartire.
Il territorio è invece quello delle vigne, delle campagne, delle tradizioni agricole e delle testimonianze custodite dal Museo Civico Archeologico “Oreste Nardini”.
Dal museo alle vigne, la memoria di Velletri
Il Museo Civico Archeologico rappresenta uno dei luoghi simbolo della manifestazione.
Tra le sue testimonianze spicca il calco della Minerva Pallade, insieme ai reperti che raccontano la presenza e la cultura dei Volsci.
Ma la storia di Velletri non si ferma all’archeologia. È anche la storia di Menotti Garibaldi, della Regia Cantina Sperimentale e di una viticoltura che ha dovuto affrontare momenti difficili, come la diffusione della fillossera, reagendo attraverso la ricerca, gli innesti e la caparbietà dei produttori.
È una storia agricola che si è intrecciata con quella sociale ed economica della città.
Ed è proprio questo rapporto tra passato e presente che il Velletri Wine Festival prova a riportare al centro dell’attenzione.
La stera, un oggetto che racconta una comunità
Tra i simboli scelti per raccontare questa identità c’è la stera.
A prima vista può sembrare soltanto un vecchio cucchiaio da cucina, consumato e appiattito, infilato nel taschino della sarica.
In realtà era uno strumento legato alla vita quotidiana dei contadini. Serviva a rimuovere il fango dalle zappe e dalle scarpe prima di entrare in casa.
Un oggetto semplice, povero, legato alla fatica quotidiana.
Proprio per questo, oggi, assume un valore diverso: diventa testimonianza di un mondo nel quale il lavoro agricolo scandiva le giornate e costruiva l’identità delle famiglie e della comunità.
La medaglia dell’Ordine Veliterno della Stera, con i suoi richiami alla tradizione e all’antica simbologia notarile, porta quell’oggetto dalla dimensione quotidiana a quella della memoria collettiva.
È un modo per ricordare che anche gli oggetti più umili possono raccontare una storia.
Arte, vino e tradizione al Palazzo Comunale
Nel fine settimana la manifestazione coinvolgerà anche il Palazzo Comunale, attraverso le iniziative organizzate dal Circolo Artistico “La Pallade Veliterna”, in collaborazione con i Musei Civici e l’Amministrazione.
Il programma nasce nel segno della tradizione, ma non rinuncia a introdurre elementi nuovi.
Ed è proprio il rapporto tra tradizione e innovazione uno degli aspetti che caratterizza il Velletri Wine Festival.
Una tradizione, infatti, non è necessariamente qualcosa che deve rimanere immobile. Può continuare a vivere soltanto se riesce a dialogare con il presente e a trovare nuovi modi per raccontarsi.
Velletri, la città del vino e della memoria
Alla fine, tutto torna alla terra. Alle vigne. Al vino.
A quel rapporto antico tra Velletri e la campagna che ancora oggi rappresenta uno dei tratti più riconoscibili dell’identità cittadina.
Il Velletri Wine Festival 2026 prova a raccontare proprio questo: una città nella quale archeologia, arte, agricoltura e memoria possono convivere e diventare strumenti per guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici.
Domani alle 11, al Museo Civico Archeologico “Oreste Nardini”, la cerimonia inaugurale aprirà ufficialmente due giornate dedicate alla cultura del vino e alla storia del territorio.
Il mosto continuerà a profumare le cantine. Le vigne continueranno a disegnare le colline.
E Velletri continuerà a raccontare, attraverso la propria terra, una storia che non ha mai smesso di essere viva.






