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Liste d’attesa, UGL Salute: oltre 3 milioni di prestazioni fuori tempo

Gianluca Giuliano commenta i dati Agenas al 30 settembre: prenotazioni in aumento, ma restano divari regionali

Di Redazione • • Salute

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I dati del monitoraggio Agenas

Oltre 2 milioni di prenotazioni in più nei primi nove mesi dell’anno rispetto al 2025, con un incremento del 10%, e un miglioramento nel rispetto dei tempi di garanzia. Sono i dati dell’ultimo bollettino Agenas al 30 settembre commentati da Gianluca Giuliano, Segretario Nazionale della UGL Salute, in riferimento al monitoraggio della Piattaforma nazionale liste d’attesa elaborato dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali.

“I dati dell’ultimo bollettino Agenas al 30 settembre mostrano un trend con segno positivo che non possiamo ignorare: oltre 2 milioni di prenotazioni in più nei primi nove mesi dell’anno rispetto al 2025 (+10%) e un miglioramento nel rispetto dei tempi di garanzia sono segnali d’impegno che vanno nella giusta direzione. Tuttavia, la strada per garantire un effettivo e pieno diritto alla salute su tutto il territorio nazionale è ancora lunga e in salita. C’è tanto da lavorare”.

Prestazioni oltre i tempi previsti

Secondo la UGL Salute, nonostante l’aumento delle prestazioni erogate e la riduzione delle prenotazioni oltre il tempo massimo, il numero delle visite, degli esami e degli accertamenti non garantiti entro i termini fissati resta elevato.

“Sebbene le prestazioni erogate siano aumentate – prosegue Giuliano – e le prenotazioni oltre il tempo massimo si siano ridotte, resta inaccettabile che vi siano ancora oltre 3 milioni di visite, esami o accertamenti non garantiti nei tempi stabiliti dalla legge. Un ritardo, anche di un solo giorno, rappresenta un ostacolo alla prevenzione e alla cura dei cittadini”.

I divari tra le Regioni

Il Segretario Nazionale della UGL Salute richiama l’attenzione anche sulle differenze territoriali rilevate dal report, con performance non omogenee tra le diverse aree del Paese per visite ed esami specialistici.

“Ciò che inquieta maggiormente è il persistere di una forte disparità tra le diverse aree del Paese. Non possiamo accettare una sanità a due velocità, con Regioni che vedono peggiorare le proprie performance sia per le visite che per gli esami specialistici. Il diritto alla salute non può dipendere dal codice postale di residenza: serve un’omogeneità reale nelle prestazioni erogate da Nord a Sud”.

La richiesta di UGL Salute

Per il sindacato sono necessari interventi organizzativi e maggiori risorse, insieme alla valorizzazione del personale sanitario.

“Serve un ulteriore e straordinario sforzo organizzativo e di risorse – conclude Giuliano – per accorciare ulteriormente i tempi di attesa, valorizzare il personale sanitario che sostiene ritmi di lavoro estenuanti e colmare i divari regionali. La UGL Salute continuerà a vigilare e a pretendere che il Servizio Sanitario Nazionale torni a essere davvero equo, efficiente e accessibile a tutti nei tempi appropriati”.

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